Un viaggio a Carpinone, tra cascate nascoste e antiche ferrovie

Un viaggio a Carpinone, tra cascate nascoste e antiche ferrovie

Nel cuore della provincia di Isernia sono tante le aree in cui la natura si manifesta in tutta la sua bellezza incontaminata.

Boschi, campagne, fiumi, laghi, montagne: in questo lembo di Molise non manca davvero nulla. Tra i tanti paesi che possono contare sulla forza del paesaggio c’è sicuramente Carpinone.

Il piccolo comune si raggiunge agevolmente in pochi minuti di auto partendo da Isernia. Il percorso si snoda lungo una serie di tornanti che, curva dopo curva, rivelano scorci suggestivi del territorio circostante, fino alla vista finale del bel centro abitato.

Il borgo, costruito dai Longobardi nel 700, sorge un costone di roccia, all’interno di una doppia cinta muraria. La distribuzione architettonica delle costruzioni segue la fortificazione, con le case disposte a semicerchio.

Caratteristici i vicoli lastricati di ciottoli e le abitazioni rivestite di lastre di pietra. Molto bella la stazione ferroviaria, che ospita il Municipio.

Il Castello Caldora

Il Castello Caldora, con tre delle cinque torri ancora intatte e il camminamento merlato perfettamente conservato, è senza dubbio uno degli elementi di maggiore pregio del borgo medievale.

Il suo imponente profilo è la prima cosa che si nota quando si raggiunge il paese.

La struttura ha resistito all’avanzare del tempo, anche se ha subito delle modifiche sostanziali rispetto all’architettura originale.

Tuttavia gli interventi che si sono susseguiti negli anni non ne hanno intaccato il fascino.

Il maniero, edificato nel XI secolo e distrutto nel 1223 per volere di Federico II di Svezia, fu ricostruito nel XIV secolo e divenne la residenza dei Conti Caldora un secolo più tardi.

Nel corso delle ristrutturazioni alcuni elementi, come il ponte levatoio, sono scomparsi. La facciata principale mantiene ancora oggi, invece, la galleria e la porta d’accesso sul cortile interno.

Le cascate: un segreto custodito per anni a pochi passi dal centro abitato

Bastano pochi minuti e dal centro abitato è possibile raggiungere le cascate di Carpinone, divenute ormai famose grazie alla popolarità guadagnata sui social network.

Le immagini dei due getti d’acqua che dal fiume si gettano nello specchio d’acqua sottostante continuano a spopolare su Internet.

Ma si tratta di un successo assolutamente recente. La curiosità, infatti, è che fine a qualche anno fa le cascate erano praticamente sconosciute perfino ai molisani. E, a quanto sembra, anche a molti dei residenti di Carpinone.

A portarle alla ribalta è stata l’associazione ‘Molise in Action’: un gruppo di giovani del posto che realizzato e messo online un servizio fotografico sulle due cascate. E che si anche occupato di migliorarne la fruibilità.

Il riscontro è stato immediato: gli scatti hanno fatto il pieno di visualizzazioni e hanno spinto l’influencer Selvaggia Lucarelli a farvi tappa per un selfie pubblicato sul suo profilo Instagram. Questa è stata la consacrazione definitiva, che ha reso il sito naturalistico conosciuto da tutti.

Però il merito è tutto della bellezza indiscutibile del luogo. Circondate da una rigogliosa vegetazione, le due cascate originate dall’incontro dei fiumi Carpino e Tuma (una delle quali naturai e l’altra artificiale destinata ad alimentare l’impianto idroelettrico) spiccano in tutta la loro impetuosità.

Senz’altro la loro fama è più che meritata, e meritano assolutamente di essere viste almeno una volta.

Viaggio nella storia: in treno sulla Transiberiana d’Italia

Per gli amanti della storia e della natura un soggiorno a Carpinone è d’obbligo anche per un altro motivo.

Dal piccolo centro in provincia di Isernia, infatti è possibile vivere l’emozione di un viaggio nel tempo, a bordo di un treno storico.

Stiamo parlando della Transiberiana d’Italia, linea ferroviaria che collega Sulmona a Isernia e che deve il suo nome al percorso che procede tra le vette del Molise e dell’Abruzzo.

Lungo i suoi 129 chilometri si susseguono – tra le altre – le stazioni di Pettorano sul Gizio Campo di Giove, Rivisondoli, Palena, Roccaraso, Scontrone, Castel di Sangro, San Pietro Avellana, Vastogirardi, Carovilli e Carpinone.

Salire su questo convoglio significa immergersi in uno scenario montano quasi incantato, ma vuol dire anche provare l’emozione di viaggiare sugli antichi vagoni, che risalgono agli anni ’20 e ’30 del secolo scorso.

Photo credits: Tommaso Labella e Abruzzoweb.it

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