I dodici mesi dell’anno e la Mascherata di Campolieto

I dodici mesi dell’anno e la Mascherata di Campolieto

Tra le antiche tradizioni carnevalesche del Molise, una delle più affascinanti e peculiari è senza dubbio la “Mascherata dei dodici mesi dell’anno” che si tiene a Campolieto.

Questo piccolo centro in provincia di Campobasso celebra, nel periodo del Carnevale, una rappresentazione che mescola cultura popolare, canto e teatralità, e che affonda le radici in una tradizione contadina legata alla personificazione dei mesi dell’anno.

La Mascherata: una storia che si tramanda

La “Mascherata” di Campolieto è nata probabilmente come espressione della vita agricola del paese. Consiste in una rappresentazione corale che porta in scena tredici personaggi: i dodici mesi dell’anno e l’Anno, che li guida come un padre fiero dei propri figli.

La rappresentazione è accompagnata da canti in lingua dialettale e italiana, con melodie sostenute dal suono della fisarmonica, strumento musicale profondamente radicato nelle tradizioni molisane.

Non si conosce con certezza l’autore originario di questa composizione, ma si sa che i testi, conservati in un manoscritto, venivano tramandati di generazione in generazione.

A ogni edizione della mascherata, i protagonisti cambiavano, con i partecipanti che arricchivano le loro battute con elementi personali, riflettendo il loro grado di istruzione e le esperienze di vita.

Il ruolo dei mesi

Ogni mese dell’anno è interpretato da un personaggio mascherato, il cui abbigliamento e il cui ruolo richiamano caratteristiche simboliche del mese stesso.

Ad esempio, Gennaio si presenta tutto incappucciato, con un bastone in mano, simbolo del freddo e delle difficoltà invernali. Con il suo bastone, scuote la neve dai pagliai dei pastori, con l’intento di “accecarli” per aver parlato male del suo mese.

Il ciclo della natura e del lavoro agricolo si riflette chiaramente nella rappresentazione. I mesi si alternano tra loro cantando le proprie strofe, descrivendo il clima, le attività agricole e le sfide che ogni periodo porta con sé.

L’Anno Intero: il padre dei dodici

L’ultimo a entrare in scena è l’Anno intero, una figura nobile e dignitosa che rappresenta l’insieme dei mesi. È lui che chiude la rappresentazione con una strofa in italiano, ripetendo più volte il suo ruolo di padre protettivo e simbolico dei dodici mesi:

“Io sono un padre e sono un giglio,

e sono padre di dodici figli.”

Questo passaggio è significativo, perché riassume l’intero ciclo vitale rappresentato dalla mascherata: l’anno come una figura che abbraccia e guida i mesi, ognuno con la propria individualità ma tutti parte di un unico insieme.

I dodici mesi dell’anno e la Mascherata di Campolieto 1

La sceneggiata dei Briganti

Una delle particolarità della mascherata è la sceneggiata che segue la rappresentazione dei mesi. Dieci attori interpretano una breve commedia dal titolo “I Briganti”, un momento che aggiunge un tocco di drammatizzazione e intrattenimento alla celebrazione.

Questa parte della festa, pur legata alla tradizione, ha un carattere più popolare e giocoso, con un tono scanzonato che bilancia la solennità della mascherata dei mesi.

L’esibizione in piazza e il rito della condivisione

La rappresentazione dei Dodici Mesi non si svolge in un teatro o in una sala dedicata, ma direttamente nelle strade e nelle piazze di Campolieto. A volte persino davanti alle case dei residenti che richiedono l’esibizione.

Dopo la performance, è consuetudine che i padroni di casa offrano dolci e vino ai partecipanti, in segno di ospitalità e gratitudine.

Questo momento di condivisione è uno degli aspetti più caratteristici della festa, che rafforza i legami comunitari e celebra l’abbondanza e la convivialità tipiche del Carnevale.

Una tradizione viva tra giovani e anziani

La Mascherata dei Dodici Mesi coinvolge persone di ogni età: dai giovani agli anziani, tutti partecipano indossando gli abiti tradizionali disegnati nel manoscritto originale. L’atmosfera di festa, unita al senso di continuità storica, rende questa manifestazione un’occasione preziosa per riscoprire e valorizzare le tradizioni locali.

La Mascherata dei Dodici Mesi dell’Anno di Campolieto è un patrimonio culturale che rappresenta molto più di una semplice festa di Carnevale.

È un rito collettivo che celebra il legame tra l’uomo e la natura, tra il passato e il presente, con un forte valore simbolico e comunitario.

La combinazione di canto, teatro e tradizione rende questa manifestazione unica. Preservando la memoria storica di un piccolo borgo molisano e dimostrando come la cultura popolare possa ancora essere viva e rilevante nel contesto contemporaneo.

Una festa, quindi, che oltre a far rivivere la storia, crea uno spazio di incontro e condivisione. La tradizione diventa il filo conduttore per unire generazioni diverse.

Photo Credits: Pro Loco Campolieto

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