La ‘Ndocciata, il più grande rito del fuoco nella città delle campane millenarie

La ‘Ndocciata, il più grande rito del fuoco nella città delle campane millenarie

Patrimonio d’Italia per la Tradizione dal 2011, la ‘Ndocciata di Agnone è uno dei riti del fuoco più antichi al mondo.

Oggi è un evento legato alle festività natalizie. Ma molti studiosi concordano sul fatto che le grandi torce ardenti abbiano a che fare con i rituali pagani ispirati dal solstizio del 21 dicembre.

Di certo oggi è la manifestazione simbolo della Atene del Sannio. Richiama visitatori da ogni angolo d’Italia.

In effetti la ‘Ndocciata è un evento unico nel suo genere. Bisogna vederla, almeno una volta nella vita.

Ma ecco cosa accade ad Agnone in quel giorno speciale.

I portatori si danno appuntamento nelle vicinanze dell’ospedale nel primo pomeriggio.

All’imbrunire accendono le ‘ndocce. Si va dalle singole, portate dai bambini, alle composizioni  che permettono di portare tutte insieme oltre 20 torce.

Il fiume di fuoco che illumina e scalda il corso di Agnone

Pesano tantissimo. Ma i portatori quasi non ci fanno caso. Pensano solo a stupire i visitatori accalcati lungo il percorso.

Ma soprattutto vogliono testimoniare, con orgoglio, il forte attaccamento alle grandi tradizioni della comunità agnonese.

Dopo il rituale dell’accensione delle torce – preparate nei mesi precedenti con legno di abete bianco e ginestre essiccate – arriva il momento atteso della partenza.

A dare il via il rintocco proveniente dalla campana più grande della Atene del Sannio, quella del campanile della chiesa di Sant’Antonio.

I figuranti e i portatori delle contrade si mettono in cammino, fino a formare un vero e proprio fiume di fuoco che illumina e riscalda il corso principale della città.

Sfilano con fierezza sannita le 5 contrade che animano la ‘Ndocciata: Guastra, Capammonde e Capaballe, Sant’Onofrio, Colle Sente, San Quirico.

I girotondi di fuoco e il “Falò della fratellanza”

I portatori non si limitano a sfilare. Di tanto in tanto si uniscono per formare un cerchio, dando vita a un girotondo.

Altri si esibiscono da soli, girando su se stessi. Lo spettacolo è unico. Semplicemente meraviglioso.

Mentre gli ultimi portatori sfilano nei pressi dell’obelisco, ci si sposta in massa verso il punto di arrivo.

Il gran finale è da non perdere. Tutte le ‘ndocce vanno a formare un fuoco gigantesco.

È il “Falò della Fratellanza”. Le contrade festeggiano tutte insieme, tra i selfie dei visitatori e qualcosa di buono da mettere sotto i denti. Naturalmente accompagnato

da un bicchiere di vino rosso.

Per consentire a tutti di ammirare il rito del fuoco che “infiamma” Agnone, ogni anno viene proposto un doppio appuntamento.

La ‘Ndocciata nel giorno dell’Immacolata

Il primo è per l’8 dicembre, con l’edizione straordinaria.

È stata ideata per ricordare una giornata entrata nella storia di Agnone: l’8 dicembre del 1996 le ‘ndocce sfilarono in Piazza San Pietro, riscaldando il cuore di San Giovanni Paolo II.

Il Papa Santo era molto legato ad Agnone: all’epoca il capo della sicurezza del Vaticano era il prefetto Errico Marinelli, originario della città altomolisana.

Giovanni Paolo II, tra l’altro, visitò Agnone il 19 marzo 1995.

Con il passare degli anni l’edizione straordinaria ‘Ndocciata è diventato un appuntamento fisso.

La manifestazione è dedicata ai numerosi turisti che approfittano della giornata di festa per visitare la “città delle campane”, per gustare le sue prelibatezze enogastronomiche e per vivere le sue grandi tradizioni.

Oltre che immergersi nella bellezza della natura circostante.

La ‘Ndocciata della Vigilia di Natale e la Rappresentazione della Natività

Il secondo appuntamento, più intimo, è per il 24 dicembre, la sera della Vigilia di Natale.

Per gli agnonesi è questa la vera ‘Ndocciata.

È questo l’appuntamento che ci si tramanda di padre in figlio, insieme alla storica cappa che scaldava i pastori durante i rigidi inverni dell’Alto Molise.

La sera del 24 è ancor più speciale perché al termine della ‘Ndocciata, c’è un altro appuntamento molto atteso dagli agnonesi. È la Rappresentazione della Natività.

Organizzato dal Cenacolo Culturale Camillo Carlomagno e dalla compagnia teatrale “Le 4C”, il presepe vivente di Agnone è considerato il più antico del Molise.

Nel 2019 ha tagliato il traguardo della 60esima edizione.

Gli eventi in Piazza San Pietro, ad Assisi e all’Expo di Milano

La ‘Ndocciata, come accennato, in alcune occasioni particolari ha varcato i confini di Agnone.

Oltre che in Vaticano, nel 1996, è stata proposta nel 2011 ad Assisi, sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Mentre nel 2015, in occasione dell’Expo di Milano, le ‘ndocce hanno illuminato e riscaldato la Darsena e i Navigli.

Ma il grande spettacolo del fuoco va vissuto dove ha avuto origine.

A maggior ragione perché se ne può approfittare per ammirare gli altri grandi tesori della Atene del Sannio.

La visita alla Pontificia Fonderia di campane, l’azienda più longeva d’Europa

In primis c’è la Pontificia Fonderia Marinelli, con il suo Museo storico delle campane.

Con oltre mille anni di storia alle spalle, è l’azienda più longeva d’Europa. Ed è nella top ten delle più antiche al mondo.

Le campane realizzate dalla famiglia di Agnone emettono il loro suono dai campanili di mezzo mondo.

Nella fonderia si lavora ancora con i metodi tradizionali, tramandati di generazione in generazione.

Ma ad Agnone c’è tanto altro da vedere. Si può ad esempio fare un salto alle antiche fonderie del rame.

O, ancora, ammirare le botteghe artigiane e i palazzi nel quartiere della Ripa, il “borgo veneziano”.

Il quartiere veneziano, le chiese e le specialità tipiche

I suoi palazzi, adornati in alcuni casi con il leone di San Marco, ricordano che qui, intorno all’XI secolo, si stabilirono numerosi artigiani giunti da Venezia.

Nel centro storico è inoltre possibile visitare chiese davvero interessanti. Ognuna ha una storia da raccontare, oltre a opere di grande pregio artistico da mostrare.

Agnone è interessante anche per la sua offerta enogastronomica. Appare quasi scontato sottolineare la genuinità e la bontà degli insaccati e dei formaggi.

Uno dei pezzi più pregiati è il caciocavallo. Durante i giorni della ‘Ndocciata se ne può tra l’altro approfittare anche per fare una visita nelle aziende dei produttori locali.

In alcuni casi è possibile gustare formaggi preparati al momento. Più freschi di così!

E per chiudere in bellezza, ecco il dolce. Da provare assolutamente le ostie ripiene di mandorle, noci e miele.

A cavallo nella natura incontaminata e selvaggia dell’Alto Molise

Mentre se si ama trascorrere qualche ora a stretto contato con la natura, nessun problema.

Sono diverse le opportunità di fare una passeggiata a cavallo nei dintorni di Agnone.

In particolare a Staffoli, dove tra l’altro – nel periodo di Ferragosto – viene organizzata la Corsalonga Western Show.

Un tuffo nel far west, tra saloon, sfide e cavallo ed escursioni – anche in carrozza – che regalano ai visitatori giornate di pura bellezza e divertimento.

Photo Credits: ilboscodellefavole.it

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